Interventi educativi
Sono previste 3 aree di interventi: tecno-educativa, educativo-esperenziale e psicosociale.
Tecno-educativi
La tecnologia positiva si pone l’obiettivo della crescita personale e sociale dell’individuo. Nasce dalle neuroscienze cognitive (simulazione corporeità e presenza) e dalla Psicologia positiva ovvero, conoscere le virtù e le capacità dell’individuo e promuoverle. La tecnologia positiva creando nel soggetto situazioni prevalentemente di simulazione, aumenta le situazioni di flow che migliorano le capacità cognitive.


Usiamo la tecnologia positiva a favore dei minori ospiti
Attraverso tecnologie Edoniche ovvero capaci di procurare piacere > effetti positivi, attraverso tecnologie Eudainomiche, capaci di favorire l’autorealizzazione, favorendo la nascita di Networked Flow.
Progettiamo e realizziamo esperienze di interazione tecnologica ottimale passando dalla usabilità all’user experience. dal concetto di usabilità secondo lo sandard ISO a quello user experience che include ciò che l’utente prova in termini emotivi e affettivi e alla attribuzione di sensi di valore di un determinato prodotto interattivo, dalla presenza, all’interno di un ambiente reale o virtuale dove può realizzare le proprie intenzioni, al flow ovvero quando il livello di sfide percepite sono comparabili alla capacità personali dell’utente ovvero una esperienza ottimale ricavata da una motivazione intrinseca, le implicazioni per disegn, ovvero va potenziata la qualità percettiva dei contenuti dell’interfaccia, potenziato l’affordance diretto (presenza nucleare) e l’affordance mediato (presenza estesa).

Usiamo la tecnologia della RV (Realtà virtuale) per promuovere il cambiamento: in un ambiente tridimensionale generato dal computer dove il minore interagisce con altri soggetti e con l’ambiente come se fossero e ne facessero parte. La RV offre una dimensione, dove il minore si misura, si confronta, rivede se stesso; quindi il modo migliore per avere un effetto, e fare ovvero promuovere una azione e riflettere (metacognizione) su cosa viene fatto. Questo sia in immersione sensoriale nell’ambiente 3d, generato dal computer attraverso vari strumenti: dispositivi di visualizzazioni > (casco), uno o più sensori di posizione (traker), sia senza immersione sensoriale ovvero sostituisce il casco con un normale monitor o più monitor, che grazie a speciali occhiali, consentono la visione tridimensionale.
Sviluppiamo iSG (Serius Game) quale strategia educativa Lo scopo del gioco non è solo il gioco. Essi hanno una valenza educativa preminente. L’intrattenimento attraverso il gioco rappresentano il mezzo per raggiungere finalità pedagogiche e finalità di apprendimento.
Educativo esperienziali
Trattasi di interventi, azioni capaci disintossicare il minore dalla dipendenza tecnologica, attraverso la scoperta della realtà. Sono previsti programmi di immersione in ambienti fortemente caratterizzati dal presupposto reale in grado di favorire un distacco cognitivo ed emotivo con il mezzo tecnologico. A titolo esemplificativo, tra le varie iniziative in fase di progettazione e organizzazione, citiamo il programma: “DIGITAL DETOX: ENRICH THE MIND” UNA PERCORSO A FORTE IMPATTO ESPERENZIALE PRESSO PARCO NAZIONALE D’ABRUZZO, LAZIO E MOLISE, consulta la carta dei servizi.

L’approccio si basa sul principio che uno schock emotivo e mentale, come viene concettualizzato dalle scienze del comportamento, possa rappresentare un trauma in grado di cambiare la personalità del soggetto investito. Il presupposto teorico a base della nostra proposta progettuale esperenziale, dovrebbe favorire un cambio di personalità e di organizzazione mentale. Nell’esperienza che andremo a realizzare a valere su giovani tecnologici, selezionati secondo criteri prestabiliti, lo schock emotivo e mentale si attualizzerà non tanto a partire dall’evento ‘traumatico’ in sé, bensì in rapporto al carattere inedito dell’esperienza per il soggetto.
Psicosociali
Sono percorsi che prevedono colloqui psicologici individuali e lavori di gruppo al fine di rimuovere aree di criticità psicologica e relazionale, alla base del comportamento tecnologico. Per quanto riguarda la durata del percorso rieducativo e riabilitativo esso varierà in rapporto alle caratteristiche e consistenza della problematica: da un weekend a qualche mese di permanenza in struttura. I minori possono eseguire il percorso in regime anche non residenziale, partecipare alle varie attività nei giorni programmati, all’interno di un progetto individualizzato.
Strumenti educativi
Cartella Sociale Educativa
Parte integrante del piano di intervento è l’organizzazione della Cartella Sociale ed Educativa, che si comporrà di cinque sezioni:
- la prima contenente i dati socioanagrafici e residenziali relativi al minore e alla famiglia;
- la seconda contenente la parte relativa alla costruzione del profilo sociale del minore e sanitaria, con l’indicazione delle eventuali patologie mediche, della terapia farmacologica seguita e delle relazioni mediche;
- la terza contenente il Piano Trattamento Individualizzato (P.T.I.);
- la quarta contenente il progetto individualizzato (P.A.I.), come sopra descritto, concordato e sottoscritto dai Servizi Sociali ed eventualmente Sanitari;
- la quinta contenente sia le schede di osservazione effettuate dagli operatori e le loro relazioni mensili, sia le comunicazioni e le segnalazioni indicate dai servizi territoriali, sociali e sanitari; La Cartella Sociale ed Educativa permette a tutti gli operatori anche esterni, di poter visionare agevolmente i dati e le informazioni e intervenire anche in caso di eventuali sostituzioni. Al fine di avere una memoria sulla vita organizzativa interna alla Comunità e per informare l’operatore del cambio turno, sulle dinamiche giornaliere all’interno della Comunità è stato predisposto un Diario Giornaliero che viene compilato, dall’operatore alla fine di ogni turno + un Report mensile circa l’andamento sulla presa in carico di ogni minore da parte dell’Educatore designato.
Il Progetto Attuativo Individualizzato (P.A.I.)
E’ necessario un adeguato supporto per la valorizzazione del sé, con l’accrescimento del livello di autostima, l’acquisizione dell’identità di genere, l’elaborazione delle esperienze tipiche di questa età di tipo affettivo ed eventualmente, anche sessuali, le problematiche legate alla tendenza alla solitudine e all’isolamento; il confronto e la chiarificazione delle difficoltà relazionali con i coetanei e con gli adulti, familiari ed extrafamigliari; infine il sostegno per la riduzione dei comportamenti a rischio, dispersione e/o ritardo scolastico, difficoltà nell’inserimento scolastico e lavorativo. Sarà importantissimo per i minori sperimentare la routine delle azioni all’interno della Comunità, come alzarsi al mattino, mangiare, andare a scuola, fare i compiti, lavarsi, andare a dormire la sera, ognuna con ritmi e tempi condivisi, con il sostegno e la presenza costante, dell’Educatore. E’ questo l’aspetto veramente promotivo della Comunità che, per il semplice fatto di essere ospiti della struttura, si può ben ipotizzare, abbiano sperimentato la discontinuità delle cure e della presenza dei genitori, della regolarità delle risposte ai loro bisogni, primari o secondari che siano. L’aiuto nel recupero della dimensione della continuità relazionale sarà supportato dalla possibilità di concordare insieme con il ragazzo, le modalità di utilizzo degli spazi e delle risorse offerti dalla Comunità, con l’individuazione, a seconda dei casi e nel rispetto di regole condivise, di compiti e spazi personali; educazione all’uso delle cose, alla corretta gestione dei tempi, ad esempio per mangiare, per andare a scuola, per fare i compiti, per giocare, ecc.: i ragazzi con problematiche collegate alla dipendenza tecnologica, hanno necessità di ritrovare la regolarità della vita quotidiana in tutti i suoi aspetti. La presenza dell’operatore garantisce il supporto costante e l’accoglienza nelle attività e nei piccoli problemi della quotidianità e della vita in comune, con il coinvolgimento affettivo nelle vicende. Questo clima fatto di regole, non per la rigidità ma per garantire la costanza degli interventi di cura, aiuta il ragazzo a costruire riferimenti stabili e definiti dentro di sé da poter poi utilizzare, da adulto, anche fuori nel mondo circostante, e che possono aiutare, in ultima analisi, a reintegrarli in un percorso di vita indipendente e relazionale sano. Il Progetto Attuativo Individuale individuerà azioni e percorsi tesi al recupero e al potenziamento di abilità e competenze. Essi saranno proposte in base agli obiettivi individuati e alle inclinazioni personali documentate (ad esempio, musica, pittura o sport). Alcuni potranno essere effettuati fuori della Comunità, altri saranno effettuati all’interno della Comunità stessa: interverranno in questi casi le competenze specifiche delle professionalità della equipe larga, di gestione educativa.
Attività
Tipologia, modalità e organizzazione degli interventi secondo una programmazione standard
Colloqui individuali (metodologia, frequenza, setting, figure professionali coinvolte)
- i colloqui individuali con i minori sono condotti dall’Educatore e supervisionati dallo Psicologo, con cadenza settimanale/quindicinale (a secondo dei casi) della durata di 45 min., nella struttura in stanza dedicata e vertono principalmente:
- sulle caratteristiche della permanenza in struttura;
- sulla relazione tra pari e tra educatore minore;
- sull’analisi dei bisogni e delle attese;
- sulle implicazioni psicosociali del percorso educativo (scuola, attività varie…);
- sulla promozione della personalità e delle risorse personali;
- sulla promozione della relazione con la tecnologia.
- Sono previsti colloqui individuali con i minori da parte del Coordinatore della struttura, non con cadenza strutturata o quando viene ravvisata la necessità di prevenire o gestire problematiche di rilievo educativo o educativo-organizzativo.
- Sono previsti colloqui psicologici con il personale, presso la sede centrale della Società OFH, su richiesta del personale stesso; secondo problematiche che attengono il rapporto tra vita personale, famigliare e attività lavorativa.

Incontri di gruppo (metodologia, frequenza, setting, figure professionali coinvolte e modalità di composizione dei gruppi)
- Incontri di gruppo con gli Educatori coordinati dallo Psicologo con cadenza mensile della durata di due ore; al fine di offrire agli operatori uno spazio di ascolto per le loro difficoltà lavorative al fine di gestire lo stress lavoro-correlato, e i rischi psicosociali (facilmente presenti nelle professioni di aiuto) anche attraverso l’adozione di strumenti, questionari, dedicati, per la valutazione (SMS-A Scala Misurazione Stress lavoro-correlato e QMRP-A Questionario Misurazione Rischi Psicosociali, V.Allegato già inoltrato a suo tempo) e di favorire lo scambio di esperienze e la discussione gruppale in un setting dedicato, anche al fine di evitare decrementi nei livelli di motivazione e conseguenti cali nella qualità delle prestazioni soprattutto relazionali, erogate;
- Incontri di gruppo con i minori, su temi specifici, valoriali e culturali coordinati dall’Educatore della struttura, con cadenza settimanale/quindicinale in funzione del tema, della durata di due ore; tra i temi trattati più spesso, vi saranno il concetto di legalità, la relazione uomo-donna, il contrasto alla dipendenza tecnologica, particolari temi all’attenzione dell’opinione pubblica estratti da giornali o televisione (terrorismo, politica, attualità…), come favorire l’integrazione, l’inserimento sociale o lavorativo, come favorire lo sviluppo della relazione tra pari, sulla educazione sessuale, sul rispetto per l’ambiente e discussione di film selezionati a partire dai pregnanti bisogni culturali e/o psicoeducativi dei minori in struttura.
- Incontri di gruppo tra Psicologo ed Educatori con cadenza quindicinale/mensile della durata di due ore; l’obiettivo è quello di fornire maggiori elementi agli Educatori su aspetti della personalità e dei vissuti dei minori, rilevanti dal punto di vista del progetto educativo e della relazione
Attività integrate con il sistema dei servizi territoriali, con l’associazionismo e con il volontariato.
Le disponibilità del territorio nel quale è collocata la Comunità aiutano a definire le diverse azioni possibili da progettare per i minori ospiti. Pertanto sono state definiti alcuni protocolli d’intesa con altrettante realtà del territorio, (di cui più avanti nel dettaglio) verrà effettuato un continuo aggiornamento sulle strutture ed opportunità offerte dal territorio. Ci si impegnerà, a stabilire contatti non solo per raggiungere quel patrimonio di informazioni – da monitorare costantemente – funzionali sia all’organizzazione di interventi pratici, sport, cultura, formazione, sia all’impostazione dei servizi di orientamento scolastico-professionale. Il modello di funzionamento della Comunità prevede, quale punto fondamentale, programmi di intervento co-progettati tra gli operatori della Comunità, dei Comuni e, se del caso, dell’Azienda Sanitaria Locale di competenza sul territorio, secondo le seguenti modalità: comunicazione delle conoscenze e informazioni relative ai casi ospitati, nel rispetto della normativa sulla privacy; utilizzo di un metodo di lavoro concordato ai fini di garantire l’integrazione tra i diversi Servizi sociali (quando i minori provengono da altri territori diversi dall’Ambito dove insiste la Comunità) e la gestione integrata e coordinata delle attività.
Di seguito l’elenco dei soggetti con i quali attualmente la Comunità ha stabilito rapporti funzionali per programmi DIGITAL DETOX.
- PARCO NAZIONALE ABRUZZO MOLISE
- Cooperativa “LA CAMOSCIARA” Civitella Alfedena (AQ)
- COMUNE CIVITELLA ALFEDENA (AQ)
